Prevenzione odontoiatrica

Cari lettori, non vorrei risultare monotono ma, come già si diceva parecchi anni fa, prevenire è meglio che curare, e qui potrebbe finire il mio articolo.

Ma come - direte voi - il progredire della tecnologia, la ricerca, la sperimentazione fanno passi da gigante e tu continui a dire quel che diceva mia nonna?

È proprio così invece. Grazie a tutti i progressi suddetti, questa affermazione diventa sempre più valida.

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I moderni strumenti diagnostici, sempre più efficaci nello scoprire precocemente le nostre malattie (carie, parodontite ecc.), associati alle corrette manovre igieniche, alla sana alimentazione e ai controlli regolari, possono consentire a tutti di mantenere i propri denti sani e di goderne i benefici fino alla terza età.

È questo il lavoro del dentista di oggi: aiutare i pazienti a non avere (troppo) bisogno di lui.

Questo poiché i denti “che ci ha fatto nostra mamma” continuano ad essere lo strumento più efficace per mangiare, parlare, sorridere e i loro sostituti artificiali (che si tratti di impianti, ponti, dentiere ecc.) non hanno chances di superarne le caratteristiche, rimanendo dei validi rimpiazzi da usare solo nel caso che gli elementi naturali risultino proprio perduti.

Ma in pratica - mi chiedono in molti - quali sono gli “assi nella manica” del dentista del 2016 per salvare i nostri denti?

Ne abbiamo parecchi:

  1. Prevenzione odontoiatricaLa radiologia digitale: ora anziché guardare le radiografie in formato 3X4 centimetri è possibile vederle grandi come lo schermo di un computer, modificare contrasto e luminosità, usare filtri speciali. In buona sostanza, è molto più difficile che una carie, anche piccola, passi inosservata.
  2. Gli strumenti ingrandenti: i vantaggi legati all’uso del microscopio sono noti, ma anche i “semplici binocolini” ingrandenti sono un grandissimo aiuto per scoprire precocemente le malattie dei nostri denti. Al seguente link potrai leggere il nostro approfondimento sull'importanza dei sistemi di ingrandimento.
  3. Le telecamere endo-orali: consentono di vedere in grande sullo schermo i piccoli dettagli dei denti. Servono a noi dentisti per la diagnosi ma soprattutto ai pazienti per capire dove sono localizzati i loro “punti delicati”, quelli da spazzolare con maggiore attenzione per continuare a mantenere in perfetta forma il proprio sorriso.
  4. Lo spazzolino elettrico: consente anche a chi non ha una grandissima manualità (o, più semplicemente, è un po’ pigro) di ottenere una igiene domiciliare in meno tempo e con risultati costanti. Associato al corretto uso del filo interdentale può davvero fare la differenza.

Ma io, purtroppo, ho già parecchi denti curati e anche qualche “dente finto” - dirà qualcuno di voi - ormai è tardi.

Niente di più sbagliato!

Una buona prevenzione consente anche di far durare di più le “vecchie cure” (anche quelle non più così perfette) e di limitare il numero dei rifacimenti necessari nel corso della vita. Questo consente un risparmio economico e, soprattutto, biologico (i denti perduti non può restituirceli nessuno).

Quindi cosa dovrei fare fin da oggi? È la domanda che mi fanno alla fine delle mie conferenze. Poche attenzioni in più possono essere risolutive, ecco un breve vademecum:

  • igiene dentaleSe non lo avete fatto recentemente, prenotate una visita di controllo dal dentista. Va fatta almeno una volta l’anno, ma lui vi dirà se, nel vostro caso, sia preferibile effettuarla con maggior frequenza.
  • Scegliete un dentista che vi dedichi il giusto tempo. Una visita di controllo non può essere fatta in 5 minuti. Il controllo dovrebbe includere anche guance, labbra e lingua (per prevenire i tumori della bocca), le gengive (controllandole dente per dente con le apposite sonde millimetrate), le articolazioni della mandibola (si palpano con le dita, anche attraverso le orecchie). Si dovrebbero poi esaminare i denti con gli ingrandimenti, toccando tutte le superfici con gli appositi strumentini per essere sicuri che non si stiano sviluppando nuove carie. Ogni 2 anni (o prima, in caso di dubbio) è indicato fare le radiografie di controllo per accertarsi che, anche nelle zone non visibili, tutto proceda nel migliore dei modi. Una visita fatta con calma potrà consentirvi di evitare cure più “noiose”.
  • Quando, nonostante il vostro impegno nello spazzolare bene i denti, si accumula comunque del tartaro (tranquilli, succede a tutti), effettuate una seduta di igiene professionale. La può fare il dentista oppure l’igienista (la figura formata in università dal corso di laurea in igiene dentale). Nessun’altro può intervenire nella vostra bocca.
  • Fatevi consigliare dal dentista o dall’igienista gli strumenti più adatti per tener puliti i vostri denti; possono essere spazzolini (manuali od elettrici) di diverse durezze, fili interdentali (semplici o su appositi archetti), scovolini di varie fogge e misure, fili speciali da passare sotto i ponti, spazzolini monociuffo, pulisci lingua. Ogni bocca ha bisogno dei giusti strumenti. Ricordatevi soprattutto, di farvi insegnare ad usarli. Sappiate che io stesso ho imparato a lavarmi bene i denti dopo 10 anni che facevo il dentista, quando ho fatto il primo corso di parodontologia con i più noti professori svedesi, quindi non abbiate vergogna a chiedere.

 

Contributo del dr. Attilio Venerucci

> Visita la scheda di Dr. Attilio Venerucci Odontoiatra


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