La sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici è tra le attività più onerose per il dentista

Tra le attività più onerose a carico del dentista vi è senza dubbio quella della sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici.

La sterilizzazione di uno studio dentistico e degli strumenti utilizzati non è così semplice da riconoscere per il paziente. In questo articolo cercheremo di comprendere le modalità di sterilizzazione per chiarire alcuni dubbi.

 

Quali sono gli strumenti odontoiatrici da sterilizzare? 

La maggior parte degli strumenti utilizzati negli studi dentistici sono monouso. Tra questi ne citiamo soltanto alcuni: gli aghi per anestesia, i bicchierini, le pettorine, i rulli di cotone, i guanti e le mascherine.

Allo stesso tempo, non sono pochi gli strumenti che vengono utilizzati più volte a causa del costo elevato.

Le pinze, le leve, le courette e naturalmente manipoli e turbine, conosciute dai pazienti come “trapano” odontoiatrico, sono soltanto alcuni degli strumenti utilizzati ogni giorno negli studi dentistici.

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Cosa può causare la mancata sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici?

La sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici è fondamentale per più di un motivo. L’utilizzo all’interno del cavo orale comporta un contatto diretto con i liquidi organici del paziente e con i tessuti in genere. La mancata sterilizzazione potrebbe causare il contagio con agenti infettanti come batteri, funghi o virus. Per questa ragione, qualora lo studio dentistico non dovesse eseguire una corretta sterilizzazione, l’infezione potrebbe trasmettersi da un paziente all’altro.

 

Come vengono sterilizzati gli strumenti odontoiatrici?

Le sterilizzazioni degli strumenti in uno studio dentistico sono simili in tutto il mondo. Le modalità che elencheremo di seguito riducono al massimo i rischi sopraccitati.

Sono sette le fasi più importanti: riordino, detersione manuale, ultrasuoni, asciugatura, imbustamento, autoclave e stoccaggio.

Per osservare con attenzione la sequenza di una corretta sterilizzazione invitiamo i nostri lettori a vedere il video - CLICCA QUI 

 

Quali apparecchiature garantiscono una corretta sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici?

Alcune apparecchiature sono indispensabili per una corretta sterilizzazione degli strumenti.

Un apparecchio importante, ma legato ai carichi di lavoro dello studio, è l'autoclave. Altri strumenti sono: una imbustatrice, una vasca a ultrasuoni e uno spazzolino manuale metallico.

Alcune delle apparecchiature odontoiatriche elencate prevedono dei costi di manutenzione decisamente onerosi. Il paziente non può conoscere le procedure utilizzate e il livello di sterilizzazione dello studio dentistico, per questa ragione bisognerà affidarsi solo a veri professionisti e instaurare un rapporto di fiducia con gli stessi.   

 

Quanto dura la sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici?

La durata della sterilizzazione di tutti gli strumenti odontoiatrici varia in base al personale presente in studio.

Mediamente l’attività può interessare circa il 25% delle attività cliniche generali. Parliamo di circa un quarto del tempo dedicato al paziente durante una visita.

Tuttavia, come detto in precedenza, tenendo conto di tutto il ciclo necessario (dal riordino della poltrona alla sistemazione degli strumenti nel cassetto) è quasi impossibile quantificare precisamente i tempi necessari alla sterilizzazione.

 

Cosa chiedere al dentista?

La domanda circa il processo di sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici non deve essere vissuta come un problema. E’ una domanda legittima alla quale il dentista di fiducia vi risponderà 

Ogni paziente potrà chiedere di visionare la sala sterile per verificare la presenze di una autoclave e di tutti gli altri strumenti odontoiatrici descritti in questo articolo. 

Una particolare attenzione agli strumenti monouso che non potranno essere riutilizzati dal dentista.


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