tecnologia negli studi dentistici

La mia assistente ha una ricca vita sociale e si trova spesso a cena con molte persone diverse. Non ho ben capito se sia sua la colpa del fatto che in quelle cene la discussione verta sui dentisti o se sia un argomento così frequente nelle tavolate tra amici (lei nega sempre la sua responsabilità!).

Mi racconta che molti dialoghi tra pazienti vertono su chi abbia scelto il dentista migliore. La cosa peculiare è che queste persone, ad un certo punto, iniziano a discutere, elogiando non il professionista ma le attrezzature possedute.

Le frasi sono del tipo “Il mio dentista ha la TAC, è aggiornatissimo!”. E ancora: “Il mio ha il CEREC!”.

In estrema sinstesi, le attrezzature vengono spesso viste come una dimostrazione indiretta di competenza del dottore.

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LA TECNOLOGIA NEGLI STUDI DENTISTICI: FRA REALE ESIGENZA E MARKETING

Tocchiamo un campo “minato”: la tecnologia negli studi dentistici. L’informatica e le nuove attrezzature sono entrate ormai di prepotenza all’interno degli studi.

In questo momento storico, le società che investono nel nostro settore possono muovere capitali importanti e così, nell’avviamento delle strutture, "l’esposizione” delle attrezzature ricopre un grosso ruolo di marketing nei confronti del pubblico.

Mi permetto di parlare in questo modo perché non posso essere tacciato di invidia, avendo molta attrezzatura all’interno del mio studio: dalla panoramica con 3D, all’anestesia elettronica, all’impronta digitale e via dicendo.

Ora, non è che io voglia dire che queste cose non siano utili, tutt’altro, sono delle comodità enormi, ma cambiano poco la reale qualità erogata della prestazione.

 

IL CASO DELL'ODONTOTECNICO

Prendiamo, ad esempio, l’impronta digitale, spesso citata online. I lavori come i ponti e le capsule vengono effettuati fuori dalla bocca da un “artigiano” specializzato che si chiama odontotecnico.

All’odontotecnico serve una base di lavoro, uno stampo, e per ottenerlo prendiamo dei calchi in bocca mettendo delle paste che induriscono dopo qualche minuto.

Oggi, grazie alla tecnologia, è possibile prendere questi calchi con speciali telecamere che creano, riprendendo l’interno della bocca, delle immagini tridimensionali dei denti.

La manovra, rispetto all’uso delle paste, è certamente meno fastidiosa per voi ma il punto importante è che la qualità del calco, sia con le paste che con la telecamera, dipende da mille fattori che non c’entrano niente con il tipo di sistema usato.

Un dentista bravo prenderà con le paste un calco sempre migliore e più preciso di un dentista meno bravo con queste nuove telecamere.

Con questo non voglio dire che queste attrezzature non siano utili ma voglio fare capire che l’importanza di questo fattore non è ai primi posti di un'ipotetica scaletta per la valutazione della bravura di un professionista. 

 

QUALI SONO LE TECNOLOGIE NECESSARIE IN UNO STUDIO DENTISTICO?

A mio parere, le uniche tecnologie che oggi innalzano davvero la qualità di una prestazione, sono:

  • sistemi di ingrandimento, perché permettono di migliorare la visione del medico e di conseguenza la sua manualità
  • Il rivelatore apicale per le devitalizzazioni, uno strumento elettronico che si usa per sapere esattamente in che punto della radice ci si trova a lavorare con gli strumenti con una accuratezza intorno al mezzo millimetro.

Curiosamente, non sento mai parlare i pazienti di queste due attrezzature.

Negli altri casi, le tecnologie servono per migliorare il servizio dello studio e ottimizzare i tempi. 

È indubbio che fare una radiografia panoramica immediatamente anziché dovere andare da un radiologo per poi tornare con un secondo appuntamento dal dentista, sia una grandissima comodità, sia per lo studio che per il paziente.

Allo stesso modo, per il paziente che volesse mettere impianti, la possibilità di eseguire immediatamente una CBCT, una nuova tecnologia che permette di ottenere immagini simili a quelle ottenute tramite una TAC, per sapere se si è idonei all’intervento senza, anche qui, rivolgersi ad un radiologo, o peggio, fare la fila in ospedale per prenotare una dentalscan (molto più dannosa per la tua salute), è una grandissima comodità.

 

CONCLUSIONI

Non c’è dubbio che prendere un’impronta in modo digitale senza paste sia più confortevole, ma da lì a professarsi più bravi del collega della porta accanto ce ne passa.

Sono dei servizi accessori che hanno un loro valore economico, contribuiscono a snellire l’iter di un piano di cura, possono aumentare il comfort delle sedute, ma piazzarli al primo posto nella valutazione per la scelta di un dentista non è corretto.

Se trovi un dentista che cerca di farsi bello ai tuoi occhi magnificando le attrezzature che possiede, probabilmente è perché non ha molto altro di cui vantarsi.

 

Tratto da "DENTISTA LOW COST? NO, GRAZIE!" del dott. Marco Maiolino

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